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Gli apicoltori trentini sono in apprensione dopo aver sentito nei vari notiziari locali di un possibile trattamento sul mais in fioritura contro la diabrotica. In questo periodo dell'estate spesso il mais rappresenta l'unica fonte di polline per le api nelle zone vocate a questa coltura.
Il nostro settore, di vitale importanza per l'agricoltura, è reduce da una stagione di difficoltà per le api trentine e di tutta Italia, con una riduzione del patrimonio apistico e la conseguente diminuzione della produzione di miele, mettendo così in forte difficoltà le nostre aziende. Riteniamo che il trattamento in oggetto sia da considerarsi altamente pericoloso per la vita di questi animali. La lotta alla diabrotica è normata da un decreto ministeriale, che prevede anche altri tipi di intervento, uno dei quali è la rotazione dei terreni, metodo questo efficace ed evidenziato più volte da numerosi operatori del settore e non dannoso per le nostre api.
In provincia di Trento esiste una legge, approvata nel marzo scorso che impedisce il trattamento sulle piante di interesse apistico durante il periodo della fioritura. Eseguendo questo tipo di intervento si andrebbe a violare questa legge. Il trattamento in oggetto è consigliato dal servizio di assistenza tecnico e dal Servizio fitosanitario della PAT, in totale assenza di dialogo con la nostra categoria, come spesso accade anche per altri tipi di intervento con prodotti altamente dannosi alle api su colture di interesse apistico. Il servizio Fitosanitario sentito personalmente si trincera dietro l'obbligatorietà dell'intervento, ma dimostra poca sensibilità per i nostri preziosi animali.
Presidente
Marco Facchinelli
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Alla cortese Attenzione di
Dipartimento Agricoltura e Alimentazione, Provincia Autonoma di Trento, al Dirigente Mauro Fezzi
Agenzia Provinciale per la Protezione dell'Ambiente, Provincia Autonoma di Trento, al Dirigente Fabio Berlanda
Dipartimento Risorse Forestali e Montane, Provincia Autonoma di Trento, al Dirigente Romano Masè
Servizio Foreste e Fauna, Provincia Autonoma di Trento, al Dirigente Maurizio Zanin
Azienda Provinciale Sanitaria, Dipartimento di Igiene Pubblica, Direttore Valter Carraro
Museo Tridentino di Scienze Naturali, al Direttore Michele Lanzinger
Museo Tridentino di Scienze Naturali, Sezione Zoologia degli invertebrati, Conservatore Responsabile di Sezione Bruno Maiolini
Museo Tridentino di Scienze Naturali, Seziona Zoologia degli invertebrati, Conservatrice Valeria Lencioni
Fondazione Edmund Mach, Istituto Agrario di San Michele all'Adige, al Direttore Generale Alessandro Dini
Fondazione Edmund Mach, istituto Agrario di San Michele all'Adige, al Responsabile Dipartimento Protezione delle Piante Claudio Ioriatti
Fondazione Edmund Mach, Istituto Agrario di San Michele all'Adige, alla Responsabile dell' Unità Operativa Entomologia e Fitopatologia delle Piante, Ilaria Pertot
Associazione Apicoltori Trentini
Coldiretti Trento
Confederazione Italiana Agricoltori
Confagricoltura del Trentino
Oggetto: trattamenti fitosanitari contro la diabrotica del mais, ecosistema ed insetti pronubi
Con la presente, anche su sollecitazione degli apicoltori trentini, poniamo agli in elenco indicati Istituzioni ,Enti di Ricerca, Associazioni di Categoria, le seguenti questioni. Abbiamo saputo che in questi giorni potrebbero avvenire trattamenti fitosanitari contro lo sfarfallio degli adulti di diabrotica del mais nella zona di Storo, con i prodotti alfametrina e chlorpyrifos ethil. A seguito di una comprensibile preoccupazione degli apicoltori, essendo questo periodo quello della fioritura, desideriamo capire quanto segue:
1. E' stato emanato dalla Giunta Provinciale il Regolamento Attuativo relativo all'Art. 11 della Legge Provinciale nr 02 del marzo 2008, inerente l'apicoltura (l'articolo nello specifico riguarda divieti e regole sull'uso di fitofarmaci impattanti sull'apicoltura nel periodo della fioritura) ?
2. Quali organi di vigilanza e con quali misure, tempi, personale effettuano i necessari e previsti controlli sui metodi e dosaggi dei prodotti indicati usati dai contadini ?
3. Corrisponde al vero che il trattamento avviene usando un cannoncino con la gittata di circa settanta metri, che quindi agisce spruccando nell'aria il prodotto, quindi anche su eventuali orti, animali, prati eccetera esterni ai coltivi trattati, di privati cittadini?
4. Quali regole vi sono circa il metodo di spargimento del trattamento ?
5. Gli apicoltori hanno il diritto, se si in base a quel norma e coda parte di chi, di essere informati prima dell'inizioo del trattamento?
6. E' previsto che gli apicoltori siano consultati per valutare se procedere o meno con il trattamento?
7. Quanti ettari di mais sono interessati e in quali zone del Trentino dalla presenza di diabrotica ?
8. E' stata effettuata una appropriata formazione e sensibilizzazione dei contadini sui metodi corretti per evitare di danneggiare le api e l'ecosistema in generale con la distribuzione dei prodotti?
9. Esistono e sono in possesso a alla conoscenza dei Servizi Competenti della Provincia e dell'Azienda Sanitaria, nonché degli organi di ricerca, studi sugli effetti sugli insetti pronubi (e sugli invetebrati in generale) e in particolare sulle api dei prodotti usati contro la diabrotica e in particolare dei due prodotti Alfametrina e Chlorpyrifos ethil?
10. Per quale motivo non si attuano al posto di costosi e inquinanti trattamenti le previste misure di alternanza o spostamento delle coltivazioni di mais o eventuali trattamenti dei terreni, se questi sono possibili ? (si allega a questo proposito una interessante Circolare della Regione Piemonte che appunto vieta questi trattamenti...)
11. Esistono studi in Italia e all'estero, circa eventuali trattamenti o interventi di tipo biologico contro la diffusione della diabrotica del mais?
12. Quale effetto gli studi dimostrano abbiano questi trattamenti sulla riduzione o contenimento della popolazione di diabrotica? Sono davvero efficaci e utili?
13. Infine chiediamo quale servizio di fatto sia da considerarsi responsabile degli insetti pronubi, che a nostro parere rientrano in effetti nella sfera di competenza del Servizio Foreste e Fauna, poiché essi partecipano in misura imprescindibile alla qualità e al ciclo vitale dell'ecosistema e migliorano le stesse caratteristiche della forestazione con la loro attività. Naturalmente sono escluse da questa domanda le api di allevamento, che trovano tutela in quanto animali da reddito, produttori di miele, già oggetto della Legge Provinciale del 2008, di cui sopra.
A seguito di questa lettera avanziamo anche una duplice proposta: 1) di istituire subito un Tavolo di Lavoro e Dialogo fra le parti interessate, quindi contadini, apicoltori, ambientalisti, ricercatori.; 2) di procedere a raccogliere tutte le informazioni circa alternative ai fitofarmaci utilizzati nello specifico e loro effetti sull'ecosistema.
Nella speranza di un sollecito e puntuale riscontro
porgiamo cordiali saluti
Legambiente Trento
la Presidente
Maddalena Di Tolla Deflorian
per contatti: presidente@legambientetrento.it
tel. 0461 847435 cell 349 2302344
web: www.legambientetrento.it
Allegati:
1 - fax dell'Istituto Agrario di San Michele che autorizza i trattamenti nell'agosto 2008
2 - Circolare della Regione Piemonte del 2007, che espressamente ricorda il divieto di trattamenti durante il periodo della fioritura (a titolo di esempio di applicazione giuridica, non per valenza giuridica)
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INSETTICIDI: DAI ALL'USO IRRESPONSABILE
(20 agosto 2008) L’istigazione all’uso irresponsabile di insetticidi è oramai senza limiti di sorta!
I servizi pubblici della Provincia di Trento invitano gli agricoltori ad effettuare trattamenti insetticidi altamente tossici per le api e gli insetti utili a prescindere dallo stato della fioritura del mais. In una nota danno conto da un lato di piena consapevolezza del micidiale impatto ambientale di tali “indicazioni tecniche” e dall’altro avanzano la proposta di misure con ben scarsa se non nulla efficacia precauzionale.
E’ notorio che il polline di mais costituisce nella fase di fioritura una indispensabile risorsa per gli insetti utili. Un recente studio dell’Istituto apistico svizzero dimostra che il fabbisogno proteico annuale di una famiglia d’api è assicurato, in quel montuoso paese, per ben il 60% dal mais e da altre 4 essenze botaniche.
Altri servizi fitosanitari regionali hanno da tempo espresso ben altra consapevolezza e saputo fornire indicazioni di ben altra autorevolezza e serietà.
Tali inaccettabili indicazioni hanno provocato le motivate e forti opposizioni sia dell’Associazione Apicoltori Trentini e sia di LegAmbiente Trento.
L’auspicio è che maturi nell’ambito della produzione agricola una ben diversa cultura e conseguente modalità di difesa delle colture e soprattutto la consapevolezza dell’enorme danno ambientale che comporta il crescente e irresponsabile utilizzo di molecole insetticide, siamo infatti il paese europeo che già oggi può “fregiarsi” della medaglia d’oro europea per utilizzo di insetticidi (irroriamo nelle nostre campagne il 33% di tutti gli insetticidi usati nella U.e.); vogliamo forse occupare tutte le posizioni sul podio dei peggiori inquinatori d’Europa?
Francesco Panella
20 agosto 2008
fonte http://www.mieliditalia.it/n_trento_mais.htm
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